di Vincenzo Fusco
Qual è la prima forma di denaro che produce interessi da sola? Che rapporto c'è fra soldi e monili? E fra ricchezza e sessualità? Forse più chiaro, da sempre, quello che esiste fra ricchezza e potere, da cui l'ostentazione di entrambi.
Il nostro rapporto con la moneta è di lunga data, ma, abituati come siamo a tenerla in tasca o depositarla in una banca, non pensiamo spesso che ci sono altri modi di farne uso, dal portarla in testa come copricapo a indossarla come collana, esibirla davanti all'abitazione o lasciarla giacere sul fondo marino, sicura come in una cassaforte.
Curiosità e stranezze della premonetazione attraverso la descrizione di uno studioso e un viaggio tra gli oggetti custoditi nei musei etnografici d'Europa.
| Non si può tuttavia dimenticare che nel continente americano un ruolo di primissimo piano come unità di scambio lo ebbero per secoli i semi di cacao. A quanto risulta, tra i Maya dell’altopiano del Guatemala, i semi di cacao furono utilizzati come moneta fin dall’inizio del XX secolo e per molto tempo ancora essi rimasero come valore di riferimento. Sembra addirittura che Cortez, il conquistatore dell’impero azteco, abbia dovuto pagare le proprie truppe proprio con semi di cacao. Tra gli altri oggetti usati come mezzo di scambio dalle popolazioni primitive, troviamo denti di animali feroci, piume di uccelli rari, infinite varietà di perline multicolori, utensili metallici che comprendono lance, asce, cuspidi, cavigliere, barrette di filo come quelle di ferro intrecciate con fibre vegetali un tempo in uso presso le popolazioni seminomadi del Gabon. Famose infine le ben note Croci di Sant’Andrea, conosciute anche come Croci del Katanga, lingotti in rame a forma appunto di croce, usati presso molte popolazioni del bacino del Congo. Potremmo citare ancora molti esempi di queste realizzazioni di carattere premonetale, per alcuni dei quali si possono ricordare direttrici famose come la Via della Seta in Asia, la Via dell’Ambra in Europa, la Via del Sale in Africa, la Via dell’Ossidiana nel Mediterraneo, la Via della Coca in Perù. Tra la copiosa casistica cui si è fatto cenno, un posto unico può dirsi quello delle monete di pietra dell’isola di Yap, note localmente come Fae, oggetti di scambio e, al tempo stesso di tesaurizzazione e di prestigio. La particolarità di questi oggetti è che gli indigeni vanno a procurarsi il materiale in un arcipelago lontano più di 600 chilometri, trasportandolo sulle piroghe. Si dice che in occasione di un fortunale, uno dei preziosi carichi venne perso in mare, ma il proprietario si guardò bene dal tentare un'improba operazione di recupero, dato che, agli occhi di tutta la tribù, era sempre il legittimo proprietario dei beni e il suo prestigio e la sua ricchezza rimanevano pertanto invariati. |